Vladimir Luxuria ospite “Alla Lavagna”, è polemica sul web
11 Febbraio, 2019
ADI-MEDIA: Pubblicato “Spiritualmente in forma”
11 Febbraio, 2019
Mostra tutto

New York, il Reproductive Health Act è legge.

A 46 anni dalla storica sentenza “Roe contro Wade”, che ha legalizzato l’aborto negli Stati Uniti, lo scorso 22 Gennaio è stato approvato il Reproductive Health Act.
La Legge consente l’aborto oltre le 24 settimane di gestazione e prevede la cancellazione del reato di omicidio nel caso di soppressione di nascituri, ridefinendo anche il concetto di “persona” quale essere umano “nato e vivo”.

Il governatore di New York Andrew Cuomo, che ha firmato la legge, si è dichiarato soddisfatto: «Oggi – afferma – compiamo un passo da gigante nella battaglia per il diritto di ogni donna di compiere autonomamente le proprie scelte in materia di salute personale: compreso l’avere liberamente accesso alle pratiche di aborto».

La Legge cancella le precedenti limitazioni all’interruzione di gravidanza, che adesso sarà possibile dopo la 24esima settimana in caso di «invalidità del feto» o se fosse «necessario proteggere la vita o la salute della paziente». La legge specifica anche che la procedura potrà essere eseguita da tutti i professionisti sanitari, non solo dai medici.

Inoltre con il provvedimento, l’aborto passa sotto la tutela esclusiva del Codice Sanitario. Infatti, viene cancellato dal Codice Penale di New York il reato di omicidio di un feto nell’ultimo trimestre di gravidanza. Per cui, nel caso una donna dopo il sesto mese perda il bambino a seguito di violenze, l’aggressore non sarebbe perseguibile per omicidio.

Ultimo punto è la ridefinizione del concetto di “persona come essere vivente”, secondo il testo, infatti, «…“persona”, quando riferito alla vittima di un omicidio, significa essere umano che è nato ed è vivo.»

Il disegno di legge era stato introdotto per la prima volta nel 2006, prontamente bloccato dal Senato, all’epoca repubblicano. Ma dopo le elezioni di midterm di novembre 2016, il Senato a maggioranza democratica ha approvato la Legge sulla Salute Riproduttiva.

Se la legge è stata accolta con gli applausi dei democratici, fuori dal Senato ha scatenato le proteste di numerosi manifestanti, mentre uno dei nuovi grattacieli del World Trade Center veniva illuminato di rosa in segno di trionfo.
Tra gli oppositori del decreto, non ci sono solo i repubblicani e i movimenti pro-vita, ma anche e il Vicepresidente degli Stati Uniti Mike Pence e lo stesso Donald Trump, che ha anche annunciato l’intenzione di porre il veto a qualsiasi legge che sia volta a indebolire la campagna contro l’aborto della sua amministrazione.

In molti obbiettano il fatto che la legge si riferisca realmente a casi di gravi rischi per la vita della donna o di assenza di vitalità fetale. La chiave starebbe nella definizione di “rischi per la salute”. La giurisprudenza di vari Paesi – come il nostro – ha esteso il concetto di “salute” al piano psicologico, emotivo, familiare e sociale. In altre parole, secondo i comitati pro-vita, il rischio è che venga legittimato un numero ancor più alto di aborti che nel passato, anche nel periodo finale della gravidanza, solo perché “l’idea di diventare mamma può mettere ansia“. Secondo questa chiave di lettura, qualora uno psichiatra confermasse anche solo la possibilità di turbe mentali della futura madre, l’aborto potrebbe avvenire anche a ridosso della nascita.

Il problema, dunque, è quello dell’approccio del tutto egoistico al senso stesso della vita. I principali movimenti religiosi del Paese hanno fatto sentire la propria voce, manifestando disappunto e sconcerto per l’approvazione del decreto. Tra loro Doug Clay, uno dei portavoce delle Assemblies of God, che si è detto preoccupato e addolorato per le atroci disposizioni della Legge:

«Le Assemblies of God – afferma – valorizzano la vita dal concepimento alla morte. Crediamo che gli esseri umani siano la più alta forma di attività creativa di Dio e il centro del suo amore. Consideriamo la distruzione di una vita umana creata a immagine di Dio, anche nell’utero, come un atto del male».