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1 cristiano ogni 9 sperimenta un livello alto di persecuzione

Porte Aperte ha pubblicato la WORLD WATCH LIST 2019, la lista dei primi 50 Paesi dove più si perseguitano i cristiani al mondo. Nella lista, aggiornata ogni anno, il primo dato degno di nota è quello relativo al numero di atti registrati.

In altre parole: cresce ancora la persecuzione anticristiana nel mondo in termini assoluti, così come cresce il numero di Paesi dove essa si verifica. Oggi salgono a oltre 245 MILIONI i cristiani perseguitati. Secondo le statistiche, sostanzialmente 1 cristiano ogni 9 subisce una forma di persecuzione a causa della propria fede.

Sui 150 Paesi monitorati dalla ricerca, 73 hanno mostrato un livello di persecuzione definibile alta, molto alta o estrema, mentre l’anno scorso erano 58. Il numero di cristiani uccisi per ragioni legate alla fede sale da 3.066 dello scorso anno a 4.305.

Sono 11 le nazioni che rivelano una persecuzione definibile estrema. Al primo posto si trova ancora la Corea del Nord, la quale, nonostante le dichiarazioni internazionali, non offre segnali di miglioramento. Anche Afghanistan (2°) e Somalia (3°) si avvicinano alle stesse percentuali, ma ovviamente per ragioni diverse, soprattutto connesse a una società islamica radicalizzata e all’instabilità endemica di questi Paesi.

Seguono Libia (4°) e Pakistan (5°), che con il caso di Asia Bibi e i seguenti disordini ha dimostrato ancora una volta il motivo per cui questa nazione si trova ai vertici della WWList.

Si registrano 3.150 cristiani arrestati, condannati e detenuti senza processo, poco meno del doppio della ricerca dell’anno precedente. Sono invece 1.847 le chiese (ed edifici cristiani direttamente collegati ad esse) attaccate nello stesso periodo.

La lista scorre, passando dalla Cina al 27° posto e dal vicino Marocco, che si attesta al 35° posto, rientrando purtroppo nella lista (dalla quale era uscito nel 2014) mentre i territori palestinesi arrivano al 49° posto. Conclude l’Azerbaigian quale ultimo stato della classifica.

Il documento pubblicato da Porte Aperte getta anche uno sguardo all’India, dove ben 8 Stati indiani hanno approvato leggi anti-conversione che non fanno altro che limitare le libertà individuali e armare i più radicali. Al grido di “L’India agli indù”, i movimenti induisti più radicali prendono forza grazie al clima di impunità diffuso in alcune aree del Paese.

Preghiamo per i cristiani perseguitati nel mondo, affinché ricevano in Cristo la forza necessaria per rimanere fedeli, fino alla fine, al Santo Evangelo.