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Libertà religiosa sotto assedio: Kazakistan e Bolivia

Quello della libertà religiosa è sempre più un “diritto sotto assedio”.

A tale scopo, nella città di Roma, all’inizio di quest’anno, un gruppo di cristiani evangelici si è riunito in preghiera, scegliendo una sede insolita, individuata nei pressi dell’Ambasciata del Kazakistan. Quest’iniziativa, promossa da Alleanza Evangelica Italiana, ha avuto per obiettivo la sensibilizzazione sul tema della libertà religiosa nel paese centro asiatico.

In Kazakistan, infatti, il 17 novembre dello scorso anno è stata emanata una legge discriminatoria che limita pesantemente la libertà di culto, ponendo migliaia di cittadini cristiani in una condizione di accresciuta fragilità.

E rimanendo sul tema delle minacce alla libertà religiosa, arrivano segnali preoccupanti anche dalla Bolivia.
Una recente riforma del Codice Penale, entrata in vigore nello stato sudamericano il 15 dicembre 2017, limita l’organizzazione di attività di carattere evangelistico, includendole tra le attività che possono essere considerate in contrasto con la legge.

L’Associazione Nazionale degli Evangelici in Bolivia (ANDEB) ha reso nota una dichiarazione nella quale, tra l’altro, si afferma che il nuovo Codice Penale è “impreciso, ambiguo […] e rappresenta un abuso da parte dello Stato”. Molte chiese boliviane hanno deciso di dedicare la domenica del 21 gennaio scorso alla preghiera e al digiuno, pregando anche in luoghi pubblici per manifestare, in forma pacifica, il proprio dissenso e la propria fiducia nel Signore.

Repentina la replica del presidente boliviano, che il giorno dopo, il 22 Gennaio, ha annunciato sui suoi social media che il suo governo ha deciso di abrogare il nuovo Codice Penale. Decisione presa, continua il presidente, per “evitare confusione”.

Preghiamo Dio per i fratelli nella fede che, ovunque nel mondo, servono Dio tra restrizioni e negazioni della libertà di culto.

Questi due provvedimenti legislativi, in Kazakistan e in Bolivia, devono indurci ad apprezzare la libertà religiosa di cui possiamo godere nel nostro paese, ricordando, però, che si potrebbero verificare repentini mutamenti anche in Italia e nel resto d’Europa.
Approfittiamo di questa fase storica favorevole, per annunciare, come faceva l’apostolo Paolo, il Vangelo di Cristo “in pubblico” avvertendo i nostri concittadini

“solennemente … di ravvedersi davanti a Dio e di credere nel Signore nostro Gesù” – Atti 20:20‭,21