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Generazione Z: raddoppia l’ateismo tra i giovanissimi

La Generazione Z è la prima generazione definita post-cristiana, è incline all’ateismo e più disinteressata alla fede degli ultimi secoli.

La notizia arriva dal Barna Group, compagnia di ricerca no profit, che dal 1984 monitora le tendenze culturali relative a valori, convinzioni e comportamenti. I risultati della ricerca, svolta in America e intitolata «Gen Z: The culture, beliefs and motivations shaping the next generation», descrivono una generazione la cui identità religiosa sta virando pesantemente rispetto al passato. Partiamo da principio, chi sono i Gen Z? Parliamo dei nati tra il 1999 e il 2015, ovvero i giovanissimi, i nativi digitali, il futuro della nostra società.

Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, non si tratta di giovani che “non riflettono”, tutt’altro. Più di ogni altra generazione prima di loro, i Gen Z affermano che li «potrebbero essere attratti da cose spirituali», ma con un punto di partenza molto diverso dai predecessori, di cui molti hanno ricevuto un’educazione basata sulla Bibbia e il Cristianesimo.

Per tale ragione, la percentuale di chi si definisce ateo è del 13%, il doppio rispetto ai Millennials, i nati tra gli anni ’80 e il 2000, di cui solo il 7% si è dichiarato ateo.

Ma cosa ha portato a questo precipitoso declino? Gli studiosi hanno chiesto ai non cristiani di tutte le età quali sono i loro maggiori ostacoli alla fede. Il 29% dei Gen Z si sono mostrati alleati al pensiero di altri nell’affermare che l’esistenza del male e della sofferenza rende loro difficile credere in Dio. Ma il secondo dato percentuale è quello che più fa riflettere: il citare come ostacolo alla fede l’ipocrisia dei cristiani. Il 23% dei Gen Z sembra aver avuto brutte esperienze con i cristiani o una chiesa. Per questo motivo questa nuova generazione è alla ricerca di esperienze concrete e forti. Quasi la metà dei ragazzi intervistati, infatti, ha dichiarato: «Ho bisogno di prove concrete a sostegno delle mie convinzioni». Solo per ultimo, in questa classifica, si attesta il dato scientifico. Il 20% di loro crede che la scienza confuti ciò che è scritto nella Bibbia, dimostrando come il gigante del darwinismo stia man mano rimpicciolendosi.

Il declino del sentimento religioso non è certo argomento nuovo, con l’Illuminismo la fede ha ceduto il posto alla razionalità e la ragione ha dichiarato Dio inesistente. Ma la Generazione Z appare molto diversa dai rivoluzionari settecenteschi. Sono giovani interessati a temi sociali e morali, che si pongono domande e chiedono risposte certe. Soprattutto, riconoscono e rigettano l’ipocrisia e il bigottismo.

Come cristiani abbiamo il compito mostrare ai giovani l’amore che ci lega, aiutandoli a riconoscere in Dio un amico, un padre pronto a sostenerli, non presentando una chiesa o una religione, ma il puro e vero messaggio di Salvezza di Gesù.

La Gen Z è già parte della società di oggi, parte del creato divino. Dobbiamo pertanto prenderne atto e muoverci di conseguenza, in una fede sincera e biblica.

«Poiché la creazione aspetta con impazienza la manifestazione dei figli di Dio» – Romani 8:19.