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Burkina Faso: Nuovi attentati terroristici nella capitale

Paura, lacrime e… purtroppo, sangue. A distanza di 6 mesi dall’attacco terroristico verificatosi nell’agosto scorso presso un ristorante turco, in Burkina Faso torna l’ombra del terrorismo estremista. Il 2 marzo 2018 è un’altra delle date che non potranno essere dimenticate. Un commando di cinque uomini ha assaltato la sede diplomatica francese e, non riuscendo a penetrare all’interno dell’edificio, ha condotto un altro raid contro lo Stato Maggiore delle Forze Armate, ad un chilometro di distanza.

Da quanto riferiscono le autorità locali, cinque uomini armati sono scesi da un auto e hanno aperto il fuoco sui passanti, aprendosi una strada verso l’ambasciata francese di Ouagadougou. Il loro tentativo di penetrare è stato però neutralizzato dalle forze dell’ordine.

Dalle immagini amatoriali, ormai virali sulla rete, si sentono gli spari da arma da fuoco e si vede anche un veicolo in fiamme: molto probabilmente proprio quello degli assalitori.

Secondo il sindaco della città, l’attacco è stato perpetrato da un commando di almeno dieci uomini.

«Sono stati momenti di estrema tensione e confusione – affermano alcuni testimoni – in cui abbiamo sentito una forte esplosione»

Nell’attacco contro lo Stato Maggiore dell’Esercito, sono morte circa 20 persone mentre sono 85 i feriti. I media hanno fatto riferimento anche di 8 assalitori uccisi.

Immediate le dichiarazioni di solidarietà, arrivate da ogni direzione, anche negli ambiti evangelici ed anche dall’Italia.

Questo triste episodio, infatti, ha avuto luogo solo qualche ora dopo la partenza del gruppo di pastori e collaboratori ADI-aid, dipartimento umanitario delle Assemblee di Dio in Italia, che si trovava in terra burkinabé proprio nei giorni scorsi, per effettuare le visite alle scuole e incontrare le centinaia di bambini sostenuti dal programma.

Il pensiero è subito andato, oltre che alle famiglie delle vittime ed ai nostri connazionali, anche alle chiese della città capitale del Burkina Faso, fittamente presenti sul territorio, dalle quali non arrivano però notizie di coinvolgimento dei credenti.

Ciononostante, numerose comunità delle Assemblèes de Dieu hanno organizzato veglie di preghiera per intercedere in favore del loro Paese e della pace di cui tutti hanno bisogno.

A queste preghiere, vogliamo aggiungere la nostra, come quella della chiesa primitiva nel libro degli Atti:

«Signore, tu sei colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi; colui che mediante lo Spirito Santo ha detto per bocca del tuo servo Davide, nostro padre: Perché questo tumulto fra le nazioni, e i popoli meditano cose vane?

Adesso, Signore, considera le loro minacce, e concedi ai tuoi servi di annunciare la tua Parola in tutta franchezza, stendendo la tua mano per guarire, perché si facciano segni e prodigi mediante il nome del tuo santo servitore Gesù» – Atti 4:24,25,30