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Archeologia: ritrovato il sigillo del governatore di Gerusalemme

La Bibbia e la sua veridicità storica sono da secoli al centro di dibattiti, studi e analisi. Storici e archeologi di tutto il mondo hanno cercato di confutare o confermare i racconti biblici alla luce delle loro scoperte; fisici e astronomi sono alla continua ricerca dell’origine dell’Universo, riconoscendo o meno la creazione di Dio. Insomma, appare chiaro che la Bibbia, i suoi luoghi, i personaggi e gli avvenimenti in essa descritti affascinino il mondo accademico più di quanto si pensi. Spesso le scoperte sono frutto di ricerche finalizzate alla conferma di teorie, al ritrovamento di prove che testimonino la vita di un personaggio o che attestino un particolare avvenimento. Da qui le teorie sulla nascita dell’uomo, la ricerca della tomba di Mosè o la prova che il Diluvio si sia realmente verificato. A volte, invece, tali scoperte sono il risultato di ricerche più ampie, non necessariamente legate ai testi sacri, ma che in maniera indiretta si sono dimostrate testimoni di importanti verità bibliche.

Esempio di ciò è la scoperta resa nota nei primi giorni di Gennaio da un gruppo di archeologi israeliani. Durante degli scavi in corso a Gerusalemme è stato rinvenuto un oggetto dall’importanza storica inestimabile: un sigillo dalle dimensioni di una piccola moneta, sul quale sono rappresentate due figure stilizzate. Sotto la raffigurazione di due uomini, in piedi uno di fronte all’altro, vi è una scritta in ebraico antico: “Leshar-Ir” ovvero “Al governatore della città”. Tale oggetto sembrerebbe confermare l’esistenza della più alta carica amministrativa dell’epoca, più volte riferita dalla Bibbia ma finora mai testimoniata da reperti archeologici.

Gli scavi hanno avuto inizio nel settembre 2005 e sono stati promossi dalla Fondazione per il Patrimonio del Muro Occidentale – l’Ente che gestisce l’intera area – con l’intento di progettare un edificio amministrativo. Il sito si trova sulle pendici della collina occidentale di Gerusalemme, vicino alle rovine del Tempio e su una delle strade più importanti dell’epoca. Questa particolare ubicazione – legata al fatto che sul sito non erano mai stati svolti scavi archeologici – ha portato fin da subito gli archeologi a sperare in scoperte davvero importanti ma, come testimoniano loro stessi, ciò che è stato portato alla luce è andato al di là delle aspettative.

Il sigillo ritrovato era posto su un importante mezzo di trasporto dell’epoca e doveva servire come simbolo o piccolo omaggio che veniva mandato al governatore della città. Insieme al sigillo sono stati ritrovati anche altri oggetti appartenenti al Secondo Tempio e alle epoche Romane, così come altri sei sigilli e reperti rinvenuti in un palazzo dell’Eta del Ferro. Il sigillo, risalente a circa 2700 anni fa, diventa per gli studiosi la conferma dell’esistenza di un governatore a Gerusalemme, proprio come riportato nella Bibbia. Certamente la conferma storica e archeologica dell’esistenza di personaggi e avvenimenti non cambia la natura divina della Bibbia, né la sua veridicità agli occhi dei credenti che credono che essa sia ispirata da Dio, ma indubbiamente aumenta la conoscenza collettiva, confermando ancora una volta che la Bibbia non è un libro religioso di racconti fantastici, ma è Parola di Dio.