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Coronavirus, eccolo tra noi!

E’ ufficiale, il Coronavirus ha varcato i confini del Belpaese. A rendere ufficiale la notizia non sono state solo le principali agenzie di stampa, ma le autorità civili, militari e soprattutto sanitarie, iniziando da quelle lombarde, dove si è acceso il focolaio di diffusione nostrano. Il contagio, che è partito dal basso lodigiano, ha ormai raggiunto diverse regioni d’Italia, con numeri in costante aggiornamento. Le autorità in diversi casi hanno disposto misure di cautela con apposite ordinanze.

Fino a poco tempo addietro, quello che sembrava essere un argomento “preoccupante ma lontano” è diventato un problema da gestire. Così, in rapida successione, si sono susseguite una serie di dichiarazioni, comunicati stampa e conferenze che stanno dettando man mano le linee guida da seguire.

Si stanno mobilitando anche eminenti studiosi del settore, come il virologo Roberto Buroni, che ha dichiarato: «La notizia che speravamo di non dover dare è arrivata. Il virus è arrivato in Italia, come avevamo previsto, dalla Cina […] Dobbiamo far sì che da questi primi casi non ne nasca una catena di contagi».

C’è quindi chi invoca la quarantena per tutta la nazione e chi cerca ancora di sdrammatizzare. Ma ciò che sta facendo letteralmente sobbalzare sia le autorità che i cittadini, sono certamente le fake news. Torna dunque il problema dell’uso inappropriato degli strumenti tecnologici per diffondere falsità.

Si moltiplicano infatti i messaggi, sopratutto audio su WhatsApp, che partono da ogni parte dello stivale, creando delle vere e proprie catene… e che proprio come il virus in oggetto, si vanno diffondendo, seminando il panico. Tra questi il presunto caso dei 50 ammalati in un Policlinico del sud Italia, che sarebbe stato tenuto nascosto dai cosiddetti “poteri forti”.

La Bibbia torna nell’attualità delle notizie. E’ emblematico quanto riportato in un famoso caso di malattia: quello di Giobbe che, raggiunto dalle parole sommarie e sconfortanti di alcuni amici che commentavano a sproposito la sua vicenda, in un momento di riflessione, rispose: “Ma io vorrei parlare con l’Onnipotente, ci terrei a ragionare con Dio; poiché voi siete amici inventori di menzogne, siete tutti quanti medici da nulla. Oh, se faceste silenzio! Esso vi sarebbe contato come saggezza” (Giobbe 32:3-5).

In un momento così delicato per la nostra nazione, si rende particolarmente opportuno non contribuire alla diffusione di allarmismi e soprattutto di notizie false. Piuttosto dovremmo collaborare con le istituzioni ed essere impegnati nella preghiera in favore di quanti nel mondo sono affetti dal virus e per i sanitari che li stanno curando.

Dovremmo quindi chiedere che le tristi circostanze si rivelino propizie affinché molte più persone cerchino aiuto dall’Alto e ricevano la Salvezza per mezzo della fede, affinché si ripeta quanto descritto in Giovanni 11:4: “Gesù, udito ciò, disse: «Questa malattia non è per la morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio sia glorificato»”.