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Pastore evangelico bruciato vivo in Nigeria

Nel nostro tempo, il fatto di essere perseguitati in quanto cristiani sembrerebbe essere una questione da relegare ad alcune, tristi, pagine di storia. La libertà di cui godiamo in Italia, grazie anche alle Intese che le realtà evangeliche hanno stipulato con lo Stato Italiano, non deve però farci dimenticare che anche oggi, in altre parti del mondo, l’essere cristiani può comportare la persecuzione, che in taluni casi sfocia in morti violente.

Ne è un tragico esempio la notizia che i media internazionali hanno fatto rimbalzare circa un attacco efferato, avvenuto il 28 agosto scorso, nel villaggio Abonong, in Nigeria, nella zona di Plateau. I responsabili sarebbero dei musulmani estremisti di etnia Fulani, i quali, scappando dalla desertificazione in atto nel nord del paese, sottraggono le terre agli agricoltori, spostandosi sempre più a sud e seminando a volte morte e distruzione, in particolare nei confronti dei cristiani.

L’ultimo emblematico caso è proprio quello del pastore protestante Adamu Gyang Wurim, il quale, secondo alcuni testimoni oculari, sarebbe stato bruciato vivo insieme a sua moglie ed ai suoi tre figli: gli assalitori avrebbero dato fuoco alla casa dove il pastore si era rifugiato e si sarebbero sincerati che le fiamme bruciassero tutto e che dalla casa non uscisse nessuno vivo. Nell’attacco sono morte altre tre persone, incendiate decine di case, compresa la chiesa dove il pastore Wurim teneva le riunioni.

La Christian Association della Nigeria ed altre denominazioni cristiane hanno dichiarato che oltre 6000 persone sono state assassinate o mutilate in attacchi notturni solo nel corso del 2018 da gruppi simili a quelli coinvolti in questo casi. Solo all’inizio dell’estate, durante un funerale, 120 cristiani sono stati massacrati da appartenenti all’etnia Fulani dediti alla pastorizia, sempre nello stato di Plateau.

Vogliamo pregare per quanti vivono queste difficoltà in ogni parte del mondo, così come in Nigeria, che si è classificato come il quattordicesimo peggior paese al mondo per quanto riguarda la persecuzione nei confronti dei cristiani, ricordando le parole di Gesù nel vangelo di Matteo:

“E sarete odiati da tutti a cagion del mio nome; ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.  E quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un’altra; perché io vi dico in verità che non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che il Figliuol dell’uomo sia venuto”.